"Tu chiamale, se vuoi, emozioni"! Prendo a prestito queste parole del grande Lucio Battisti per aprire questo pezzo dedicato ad un Camp invernale che permettere a persone meno fortunate di provare la gioia di praticare uno sport frizzante ed affascinante come lo sci.
Si chiama "Happy Ski" il service, unico Camp invernale del distretto rotariano triveneto, che è stato ideato e promosso dal Rotary Club di Asiago Altopiano dei Sette Comuni (che lo ha fortemente voluto ed inseguito e che ormai si è consolidato con questa 5^ edizione) che lo organizza in stretta collaborazione col Distretto Rotary 2060 che sostiene anche economicamente questo impegnativo progetto assieme a molti Rotary Club, sponsor e privati.Il service, che ha esordito nel 2022, è cresciuto, anno dopo anno, e per questa 5^ edizione sono saliti dai 9 del primo anno a 22 gli ospiti (bambini, adolescenti e adulti con disabilità psichica e/o fisica di età compresa tra i 6 e 35 anni, ciascuno con un accompagnatore) che dal 25 al 30 gennaio vivranno un'esperienza sull'Altopiano di Asiago a totale carico del Rotary (vitto, alloggio, lezioni quotidiane di sci, noleggio attrezzatura e ski pass) per cinque intense giornate all'insegna di sport, amicizia ed inclusione.
I partecipanti (19 maschi e 3 femmine, provenienti dalle province di Vicenza, Padova, Varese e Torino) saranno alloggiati all'Hotel Col Del Sole di Treschè Conca, dotato di ogni comfort (piscina e spa inclusi) ed attrezzato ad ospitare persone con disabilità. Cinque giorni da vivere tutti d'un fiato, mettendo in standby l'ordinaria quotidianità per far spazio alla pratica di uno sport affascinante e magico come lo sci.
Ma la particolarità è che non è solo una vacanza o un uscire dalla consueta routine quotidiana della propria vita; sì certo, anche questo ma l'aver realmente sciato ogni mattina sulle nevi del Kaberlaba (comprensorio sciistico della periferia asiaghese), sotto la guida sapiente e con la grande capacità di creare un cordone ombelicale con i propri allievi da parte dei bravissimi maestri dello Spav Team (altamente specializzati proprio in questa specificità), è stato per questi ospiti un qualcosa in più: un'emozione nuova, con quella sensazione di libertà ma anche come un mezzo per accrescere e di fare evidenti progressi sia sul piano fisico (equilibrio, forza, coordinazione, resistenza ...) che mentale (superamento di paure, capacità di concentrazione, controllo, autostima, sicurezza, serenità ...) all'insegna di felicità e serenità, come sottolineano gli stessi protagonisti e chi quotidianamente li segue, a volte increduli ma comunque felici di vedere i loro cari cimentarsi in sfide che forse pensavano, e scusate il bisticcio di parole, impensabili.
Quotidiane lezioni di sci mattutine ma anche un ricco contorno di iniziative collaterali (significativa al proposito l'esperienza con i ragazzi del locale liceo che organizzano per loro un pomeriggio in palestra fra giochi ed attività ludico-motorie su cui aleggia un'importante, lodevole ed autentico spirito di amicizia, condivisione ed inclusione) per far vivere al meglio agli ospiti questa esperienza e per farne un ricordo da portare a casa e conservare nella memoria.Il venerdì mattina la conclusione del Camp sulla neve con tutti gli ospiti protagonisti della "gara" sugli sci con cui chiudere in bellezza questa esperienza; ma prima di lasciarsi e salutarsi lo spazio per le premiazioni, per tante foto di rito (e non) e, sicuramente per tante emozioni e tanti abbracci.Il fil rouge che caratterizza queste giornate è proprio quello delle emozioni: l'emozione di sensazioni nuove, l'emozione di sfide impossibili diventate possibili, l'emozione di vivere il fascino dello sci e la magia della neve che a qualcuno sembrava precluso, l'emozione di nuovi rapporti umani e nuove amicizie, l'emozione di uno sguardo e di un abbraccio, l'emozione di veder trasformare due pezzi di cartone e qualche striscia di velcro in strumenti per mettere in piedi e far sciare un bambino o una bambina solitamente in carrozzina.
Emozioni forti, di quelle vere, che ti toccano e ti restano dentro come una cicatrice, quelle che questi giorni lasciano, anche in chi questa esperienza la vive nel sincero approccio del servizio; una cosa in particolare: l'amicizia sincera, autentica, sentimento che cancella da subito dubbi ed incertezze per la novità creando in tutti un feeeling, una complicità quasi, all'insegna del dare disinteressato e del servizio, elementi base dell'essenza rotariana, un qualcosa che nel tempo avvicina nomi, volti, abbracci, fotogrammi di vita che sono segni di umanità autentica.


