Da giocatore e capitano a direttore sportivo, fino al ruolo di presidente esecutivo: la carriera di Pavanello è la rappresentazione concreta di un percorso di sviluppo costruito con passione, visione e competenza. Un esempio di resilienza. Alla base di questa evoluzione c'è una filosofia chiara, condivisa con la proprietà e con il presidente Amerino Zatta: continuità manageriale, solidità tecnica e un profondo legame con i valori sportivi del Benetton Rugby.
Questo nuovo ruolo segna un passaggio importante, frutto di un lavoro decennale che ha unito leadership, formazione e una progressiva espansione delle responsabilità all'interno del club.La parola chiave di questa nuova fase è sostenibilità, nel significato più ampio, non solo in termini ambientali, ma come principio guida del progetto sportivo e gestionale. Il club intende rafforzare il proprio radicamento nel territorio trevigiano, favorendo una crescita equilibrata e responsabile, in linea con i principi ESG.
Sostenibilità, funzionalità e sviluppo del talento giovanile sono i pilastri su cui Pavanello fonda la sua guida per il futuro della società.Stadio Monigo e comunità è un progetto che guarda avanti. Tra i progetti strategici più rilevanti spicca l'ampliamento dello stadio Monigo, pensato per offrire un'esperienza più inclusiva alle famiglie e ai tifosi, offrendo la possibilità di seguire le partite con una nuova capienza di 6.700 posti. L'obiettivo è trasformare lo stadio in un centro di aggregazione, capace di unire sport, comunità e partecipazione.
Un passaggio fondamentale per rendere il rugby ancora più accessibile e vicino alle persone.Una nuova cultura sportiva: comunicazione e valore educativo. Nel racconto del Benetton Rugby, la comunicazione gioca un ruolo cruciale. Trasparenza, partecipazione e valori educativi sono al centro del dialogo con tifosi, partner e territorio.
Attraverso un linguaggio chiaro e autentico, il club vuole trasmettere la propria identità e contribuire alla diffusione di una cultura sportiva fondata su inclusione, sostenibilità e rispetto.
Scopri nell'intervista completa come Antonio Pavanello, Presidente Benetton Rugby, interpreta la sfida della leadership e la sua visione per il futuro del club trevigiano:
In che modo questo nuovo ruolo di guida del club rappresenta per lei una continuità, ma anche un'evoluzione rispetto al lungo lavoro svolto in precedenza come direttore generale e, prima ancora, come giocatore e capitano?
A mio modo di vedere, tutto nasce da una visione della proprietà e del presidente Amerino, che anni fa mi diedero la possibilità di appendere gli scarpini al chiodo e iniziare un nuovo percorso nel ruolo di direttore sportivo. Evidentemente avevano individuato in me alcune qualità, come capacità di leadership e un profilo adatto a intraprendere una carriera manageriale, anche alla luce del master MBA in diritto e management dello sport che avevo conseguito.
Da quel momento è iniziato un percorso a cui è stata data continuità: un ruolo che richiede certamente importanti soft skills, ma anche competenze e conoscenze specifiche dal punto di vista sportivo.
Così è cominciata, circa dieci anni fa, questa avventura da direttore sportivo.Successivamente, nel 2021, Amerino mi ha affidato il ruolo di direttore generale, con un ampliamento significativo delle mie responsabilità nei confronti della società. Oltre alla gestione sportiva, il mio incarico si è esteso alla gestione complessiva del club, coinvolgendo tutte le sue aree e funzioni. Arrivo quindi oggi al ruolo di presidente esecutivo con alle spalle un percorso strutturato e una preparazione operativa importante, costruita negli anni anche grazie al lavoro e all'esperienza condivisa con Amerino. È chiaro che c'è ancora molto da imparare, ma ho avuto la fortuna di aver lavorato al suo fianco e di aver assorbito il più possibile da lui nel corso di questi anni.
Quali sono, a suo avviso, le parole chiave che descrivono il "nuovo corso" del Benetton Rugby, sia dal punto di vista sportivo sia in termini di radicamento nel tessuto sociale di Treviso?
È evidente che il bilancio di sostenibilità che abbiamo redatto e pubblicato qualche mese fa rappresenti chiaramente la nostra volontà di lavorare in modo ancora più strutturato sui temi sociali e, più in generale, su quelli legati all'ESG. Crediamo infatti che il club debba continuare a orientarsi verso scenari innovativi, in linea con la filosofia che il gruppo ha sempre avuto: essere un punto di riferimento e un portavoce di innovazione nel proprio ambito.
In questo senso, i temi centrali sono proprio questi: rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul territorio, essere ancora più vicini alle famiglie, ai club e alle aziende che ci circondano e, allo stesso tempo, garantire una crescita che sia funzionale e sostenibile dal punto di vista sportivo. Per questo, se dovessi individuare una parola chiave per questo nuovo ciclo, sarebbe senza dubbio "sostenibilità".
Dal punto di vista sportivo, il concetto resta lo stesso: sostenibilità e funzionalità del progetto. Negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti importanti e il club ha fatto sforzi significativi per raggiungere nuovi obiettivi.
Oggi ci troviamo in un momento chiave, utile per analizzare il percorso fatto e capire fin dove possiamo spingerci, mantenendo però sempre un equilibrio. In ambito sportivo è facile fare il passo più lungo della gamba e commettere errori che possono rivelarsi costosi: per questo è fondamentale continuare a crescere con responsabilità, sotto ogni punto di vista.
Il progetto di ampliamento e valorizzazione dello stadio Monigo è indicato come uno dei punti nevralgici per il futuro del club: quali elementi ritenete fondamentali perché questo intervento diventi un volano anche per la comunità, le famiglie e i giovani tifosi?
L'ampliamento della terza tribuna rappresenta sicuramente un punto nevralgico di questo nuovo corso. È un tema di cui si è già parlato molto e che riteniamo strategico. L'intervento permetterà di aumentare la capienza dello stadio e, di conseguenza, di accogliere un numero maggiore di spettatori. In particolare, credo che possa diventare un ulteriore elemento chiave per avvicinare ancora di più le famiglie allo stadio, rendendo l'esperienza sempre più inclusiva e attrattiva.
Detto questo, si tratta di un progetto ancora in evoluzione: stiamo valutando attentamente tutti gli aspetti e nel prossimo futuro capiremo come gestirlo al meglio, passo dopo passo. In che modo pensate che il racconto mediatico del Benetton Rugby possa contribuire a diffondere una cultura sportiva attenta ai valori educativi all'inclusione e alla sostenibilità, temi su cui Sportivamente Magazine intende porre grande attenzione?Negli ultimi anni la comunicazione è diventata per noi un elemento centrale e strategico.
Ci siamo posti l'obiettivo di essere sempre più presenti e chiari nel dialogo con i nostri tifosi, con le aziende partner e con tutte le persone che seguono il nostro mondo. Vogliamo raccontarci con trasparenza, spiegare chi siamo, cosa facciamo e quali obiettivi ci poniamo.È stato quindi un lavoro pensato e strutturato a supporto di questo progetto più ampio.
Siamo consapevoli dei valori che il nostro sport e il nostro club possono trasmettere e dell'impatto positivo che possiamo avere su famiglie, tifosi e aziende: per questo la comunicazione rappresenta uno dei nostri principali focus strategici.


