VENEZIA - Con un'inedita cerimonia di inaugurazione, il museo M9 ha dato il via a "Oltre i limiti. Ritratto corale di un Paese che cambia", un'esposizione che ripercorre il ruolo dello sport nel Novecento e ne celebra l'impatto sociale, culturale ed economico. Autorità politiche, diplomatiche e imprenditoriali hanno affollato gli spazi rinnovati del secondo piano, trasformato in un percorso interattivo e multimediale.
Il progetto, curato da Michelangela Di Giacomo insieme a Elena Dekic, Nicola Sbetti e Daniele Serapiglia, si articola in cinque sezioni tematiche. Si parte dallo sport come fenomeno di massa, si esplora il protagonismo femminile, si indaga il rapporto tra corpo e benessere, si scoprono le tecnologie che hanno spinto "superumani" verso nuovi limiti e, infine, si celebra la passione del tifo. Accanto ai manufatti storici, postazioni video e audio permettono di rivivere le grandi imprese di campioni e dilettanti, accompagnate dalle voci dei più celebri telecronisti del '900.
Nei suoi saluti, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il prefetto di Venezia hanno sottolineato quanto lo sport sia oggi "terza agenzia educativa" dopo famiglia e scuola, capace di promuovere inclusione e fair play.
Vincenzo Marinese, presidente di Fondazione Venezia e del M9, ha ringraziato il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale nella persona della consigliera Silvia Marrara e i partner privati, ricordando che la mostra diventerà itinerante grazie alla Diplomazia Sportiva del MAECI. Obiettivo: portare in oltre 400 sedi diplomatiche la cultura sportiva italiana, da Santiago a Giacarta, nell'ambito della "Giornata dello Sport Italiano nel Mondo".
L'intervento di Manuela Viel, direttrice di Assosport, ha messo in luce l'industria italiana legata allo sport: 750 aziende, 30.000 addetti e brand come Colmar, Lotto, Diadora e Technogym che hanno fatto dell'innovazione tecnica - dai tessuti intelligenti agli airbag Dainese - un tratto distintivo. È emerso anche il focus sulla sostenibilità: materiali riciclati, processi a basso impatto, prodotti pensati per affrontare malattie e disabilità.I dati dell'Osservatorio di Banca Ifis presentati da Carmelo Carbotti hanno poi confermato il peso economico del settore: lo sport vale il 1,4% del PIL (23,7 mld €), genera 12 mld € di turismo sportivo con +8% nel 2024 e si appresta ad alimentare una ricaduta economica di oltre 5 mld € grazie alle Olimpiadi Milano-Cortina. La legacy infrastrutturale prevista supera i 3 mld € di opere.
Ampio spazio è stato dedicato ai valori etici e sociali. Fabrizio Coniglio di Panathlon International ha ribadito l'importanza di promuovere resilienza, cultura della sconfitta e fair play, mentre le testimonianze legate alle Paralimpiadi hanno mostrato come lo sport sia strumento di inclusione e prevenzione di dipendenze. Il coinvolgimento delle scuole - con un +25% di visite e attività didattiche - conferma l'uso educativo dell'allestimento, pensato per essere replicato anche nelle aule scolastiche.
Nicola Sbetti, storico dello sport dell'Università di Bologna, ha infine evidenziato il valore della memoria sportiva: archiviare e raccontare le vicende atletiche significa custodire una parte vitale del patrimonio nazionale. "Oltre i limiti" diventa così uno specchio delle trasformazioni sociali dell'Italia, un'occasione per riflettere sul passato e progettare un futuro in cui lo sport resti volano di coesione, ambasciatore del made in Italy e palestra di vita per le nuove generazioni.


